DALLA STRADA AL TEATRO:
ECCO BRICIOLE DI STELLE CHE COLLABORA CON LO STUDIO EMME
DI SERGIO MARTINELLI
di Maria Nocerino
Un teatro fatto dai più piccoli per i più
grandi, capace di coinvolgere i ragazzi ed
accogliere i bambini disabili del quartiere.
Questo lo spirito che nel 2004 ha spinto due genitori
napoletani, entrambi artisti, a fondare l’associazione
culturale e scuola teatrale Briciole di
stelle. Inizialmente si trattava di un piccolo gruppo
che si esibiva presso il teatro Paradiso della
parrocchia di Santa Maria di Costantinopoli a
Cappella Cangiani, nel rione alto dell’Arenella.
Un’esperienza di volontariato in cui si sono
incrociati i destini di PieraViolante, attrice teatrale
con una lunga gavetta di cabaret e doppiaggio
che di mestiere fa l’insegnante di lingue straniere
(oggi insegna francese all’istituto Galileo
Galilei), e Riccardo Brescia, impiegato bancario,
attore e musicista. La compagnia ha messo in
scena spettacoli inediti, la cui drammaturgia,
completa di canzoni, è stata elaborata con la collaborazione
dei giovanissimi allievi. I proventi
delle rappresentazioni sono stati offerti in beneficenza.
Gli esordi dell’associazione
«Notavo che i ragazzi erano sempre più distratti
dalle nuove tecnologie, aumentavano gli episodi
di bullismo nelle scuole, soprattutto cresceva
l’aggressività verso i più deboli, come i portatori
di handicap. Così ho cominciato a proporre alle
direzioni scolastiche degli istituti in cui lavoravo
di allestire un laboratorio teatrale – all’epoca
insegnavo inglese in una scuola media di
Villaricca, una delle periferie napoletane con la
più alta densità criminale. Partendo dalla mia
esperienza, cercavo qualcosa che li potesse tenere
il più possibile lontani dalla strada e concentrati
su attività di socializzazione. La cosa funzionava,
quindi ho parlato a Riccardo del mio progetto
di creare una vera e propria associazione
che si rivolgesse a bambini dai 6 ai 12 anni». Così
Piera Violante racconta gli esordi di Briciole di
stelle che ben presto ha raccolto attorno a sé una
cinquantina di bambini e ragazzi, a cui vengono
impartiti insegnamenti di recitazione, danza,
dizione, scrittura. «Abbiamo sempre cercato di
offrire ai ragazzi una formazione completa – spiega
la responsabile dell’associazione – partendo
da alcuni principi guida fondamentali».
I metodi di insegnamento
Due i metodi innovativi che contraddistinguono
sin dall’inizio la scuola di teatro per bambini: il
primo ha strettamente a che fare con «le tematiche
da mettere in scena». L’emarginazione, il razzismo,
dalle leggi razziali alla questione palestinese,
le nostre radici, dalla seconda guerra mondiale
alle quattro giornate della Resistenza: questi
alcuni dei temi “impegnati” con cui si trovano
a confrontarsi i piccoli attori esordienti. Il secondo
riguarda, invece, «il modo in cui si mette in
scena»: i ragazzi devono documentarsi, studiare,
approfondire, visitare musei, ascoltare testimonianze,
perché «non simette in scena ciò che non
si conosce». Questo ci porta dritti a un terzo
ingrediente essenziale per i docenti dei piccoli
astri nascenti: avvicinarsi a loro come ad adulti
attraverso un metodo reale, da un lato mettendo
in evidenza attitudini ed eccellenze, dall’altro trasmettendo
loro l’importanza di imparare gli uni
dagli altri. «Chi sa insegna agli altri – spiega Piera
Violante – in questo modo abbiamo scoperto
l’immensa capacità di accoglienza dei bambini
verso i loro amici disabili».
Le prime esibizioni delle “stelline”
La compagnia storica era composta da 7 persone
ma, in breve tempo è arrivata a contare 47 iscritti,
bambini tra gli 11 e i 16 anni e disabili senza
limiti di età. «Abbiamo chiesto il riconoscimento
come onlus – racconta l’attrice – ma ce lo hanno
negato con la motivazione che «la nostra azione
non era rivolta ai soli portatori di handicap»
come se questo non significasse creare un ghetto
». Tra alti e bassi, l’avventura è continuata: dall’esibizione
nel saggio annuale al teatro Paradiso
della parrocchia di Cappella Cangiani, l’associazione
è approdata nel 2007 al Maggio dei monumenti
organizzato dal Comune di Napoli dove i
ragazzi si sono cimentati come artisti di strada
tra canti popolari e tammorre, nel testo “Napoli
per l’eternità” di cui la Violante è stata coautrice.
Piccoli attori crescono: nasce la scuola
Nel novembre 2007 i fondatori di Briciole, in collaborazione
con altri esperti del teatro e della
danza, hanno dato vita a un ente di formazione
in arti sceniche che ha sede in un appartamento
a via Montesano e che ad oggi conta circa una
ventina di iscritti provenienti anche da zone periferiche
della città. La scuola tiene corsi in recitazione,
dizione, musica, canto, teatro danza,
modern jazz e contemporaneo, e organizza stage
di formazione in composizione drammaturgica,
cinema e televisione, collaborando con professionisti
del settore.Tra questi Franco Maione, autore
e attore teatrale protagonista di un famoso spot
televisivo, che fa da “actor coach” nella palestra
che forma gli artisti di domani.
Nel Natale del 2008 le giovani stelle hanno fatto
da voci narranti al Casale di Posillipo, accompagnando,
tra scherzi e versi, turisti e gente del
posto alla scoperta dei personaggi simbolo del
tipico presepe napoletano. Ma la scuola collabora
anche nel casting di famose fiction televisive
come O’ Professore, Capri e Un posto al sole, in
cui recita il figlio di Piera Violante, Giulio Maria
Furente, nel ruolo di Riccardino, il piccolo Ferri di
Palazzo Palladini.
INFO
Associazione culturale/scuola di teatro
“Briciole di stelle”
via Montesanto, 12 – 80131 Napoli
tel. 081.7704548
pieraviolante@libero.it
ASCOLTI TV DI MARTEDI 3 NOVEMBRE 2009
VINCE UN MEDICO IN FAMIGLIA CHE, SEPPUR IN CALO (22.78%, 24,94%), STOPPA DEFINITIVAMENTE IL VOLO DE “IL FALCO E LA COLOMBA” (12,31%)

PRIME TIME – Quando c’è la famiglia Martini non ce n’è per nessuno: Un Medico in Famiglia continua a vincere seppur registrando un calo (in share) rispetto alla scorsa settimana di un paio di punti percentuali. La fiction totalizza 6.695.000 spettatori e uno share del 22,78% nell’episodio “Vengo anch’io, no tu no” e 6.229.000 di spettatori (24,94%) nell’episodio “Baci Rubati”. La proposta di Canale5 Il Falco e la Colomba sprofonda a 3.254.000 spettatori, share del 12,31%. La sfida tra le “seconde reti” viene vinta da Italia1: il prime time di Raidue vede le indagini di Senza Traccia totalizzare 2.760.000 spettatori (9,31%) mentre quelle di Criminal Minds 2.982.000 spettatori (10,55%). Su Italia1, Le Iene totalizzano, invece, 3.230.000 spettatori, per uno share del 13,67%. Su Raitre il salotto politico di Giovanni Floris, Ballarò, raccoglie un audience di 3.337.000 spettatori e uno share del 12,62%. Su Rete4, Out of Sight totalizza 1.588.000 spettatori, share del 6,21%. Su La7 Impero totalizza 552.000 spettatori per uno share del 2.06%.
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Dal 1986 lo Studio Emme di Sergio Martinelli promuove con successo giovani talenti presso le piu’ importanti produzioni cinematografiche e televisive sia Italiane che Estere.
Sergio Martinelli dirige una delle Agenzie leader più rinomate nel settore dello spettacolo, con sede a Roma, rivolge la sua attenzione nella selezione di volti nuovi da lanciare nel cinema e nella televisione con particolare riguardo agli attori junior.
Lo Studio Emme infatti si specializza in Casting per Bambini, Pubblicità, Cinema e Televisione, Serie TV e Fiction. L’Agenzia riserva inoltre ai propri attori un percorso di formazione artistica (Corsi di recitazione) rivolti a coloro che non hanno ancora maturato una significativa esperienza, ma che posseggono qualità e talento per poter diventare attori e attrici validi e credibili.
Lo Studio Emme di Sergio Martinelli seleziona volti nuovi e si avvale di un lungo e prezioso curriculum di lavori eseguiti nel corso degli anni.
Tra i vari successi “in primis” la serie Tv “I Cesaroni” nel quale lo Studio Emme rappresenta due dei principali giovani attori, Micol Olivieri “Alice” e Niccolo’ Centioni “Rudy” – segue: “Un Medico in Famiglia”, ”Distretto di Polizia , “Ris “ “Un posto al sole” i “I liceali”,”Coco Chanell” “Don Matteo” “Rex” “Capri” “Narcotici” e “Tutta la verità”.
Nel mondo del Cinema gli attori di Sergio Martinelli partecipano come protagonisti nei film come “Mi ricordo Anna Frank” regia Alberto Negrin , la giovane Rosabell Laurenti Sellers interpreta Anna Frank. Segue “Amore 14” di Federico Moccia – “Christine” di Stefania Sandrelli e “Cosmonauta” di Susanna Nicchiarelli.
Tra i programmi televisivi e culturali troviamo la partecipazione di numerosi attori bambini in “Ballando con le stelle” e “Quelli dell’intervallo” prodotto da Disney Channel.
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NUOVA SERIE TV SU SANT’AGOSTINO

HAMMAMET, TUNISIA – Negli Studios Imperium di Hammamet è ricostruita la Basilica di Sant’ Ambrogio di Milano. Siamo alla fine del IV secolo d.C. e qui il vescovo cristiano incontra l’
ambizioso e manicheo Agostino; una scena cruciale nella miniserie in due puntate «Sant’ Agostino», che si sta girando in Tunisia. Solo qualche anno più tardi, infatti, nel 387, sarà proprio il vescovo di Milano a battezzarlo dopo la sua definitiva conversione. Il futuro santo di origini africane diventerà uno dei Padri della Chiesa e Dottore della Grazia. Un personaggio molto caro a Papa Ratzinger, che più volte lo ha citato nei suoi discorsi: la fiction, che andrà in onda nella prossima primavera, vuole essere un regalo al Pontefice per il suo prossimo compleanno in aprile. Una megaproduzione da dieci milioni di euro, realizzata da Lux Vide per Rai Fiction con la tedesca Eos Entertainment e la polacca Grupa Filmowa Baltemia, e con Rai Trade. Conferma Luca Bernabei della Lux: «L’ idea di fare un omaggio a Benedetto XVI non era venuta solo a noi. Mentre preparavamo la sceneggiatura, abbiamo saputo che i colleghi tedeschi stavano lavorando a un progetto simile. Abbiamo unito le forze». Un cast internazionale. Franco Nero è Sant’ Agostino nell’ ultimo periodo della vita, mentre Alessandro Preziosi lo impersona nella parte giovanile. Monica Guerritore è la madre del Santo, Andrea Giordana è Sant’ Ambrogio. E inoltre, Johannes Brandrup (Valerio), Vincent Riotta (Macrobio) e Serena Rossi (Khalidà). Regia del canadese Christian Duguay.
«Sant’Agostino», viaggio sul set della fiction
Un uomo e una donna discutono tra loro. Lui, più giovane, ha l’aria arrabbiata, lei lo guarda con la tenerezza di cui solo una madre è capace. Ad Hammamet, nei monumentali Empire Studios della Lux Vide, si gira Sant’Agostino, miniserie dedicata all’autore de La città di Dio e realizzata (per Rai Fiction) dalla Lux insieme alla tedesca Eos Entertainment, alla polacca Grupa Filmowa Baltemia e a Rai Trade. La fiction (che andrà in onda su Raiuno) fa parte del progetto Imperium (quello di Nerone, Pompei e San Pietro) che dovrebbe concludersi con il kolossal Ben Hur.
A dirigerla è stato chiamato il canadese Christian Duguay che, per la Lux, ha già curato la regia di Coco Chanel; nei panni di sant’Agostino c’è Alessandro Preziosi (sostituito, per gli ultimi anni di vita del santo, da Franco Nero), mentre Monica Guerritore, Andrea Giordana e Serena Rossi sono, rispettivamente, la madre Monica, sant’Ambrogio e Khalidà, la schiava concubina di Agostino. Le due puntate ripercorrono la vita del santo, partendo dalla fine, dall’assedio di Ippona del 430 d.C. Agostino, ormai settantenne, potrebbe lasciare la città assediata dai Vandali grazie ad una nave inviata dal Papa. Lui, però, decide di rimanere accanto ai suoi concittadini per tentare una mediazione che si rivelerà inutile. In quei momenti così difficili, Agostino ripensa alla sua vita: dalla nascita a Tagaste alla turbolenta adolescenza, dalla vita dissoluta a Cartagine alla relazione con la schiava etiope Khalidà, dalla quale nascerà il figlio illegittimo Adeodato.
Regia di |
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| Christian Duguay |
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(2009) |
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| Cosimo Fusco | … | Patricius | |
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Alessandro Preziosi | … | Young Agostino |
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Monica Guerritore | … | Monica |
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Cesare Bocci | … | Romanian |
Matteo Urzia Agostino (da giovane)
“Male di miele’, in arrivo il film sull’anoressia. Benedetta Gargari interpreta il ruolo di Sara (protagonista)
Rappresentata da Studio Emme di Sergio Martinelli.
Il regista Marco Pozzi: “Non c’e’ sguardo voyeristico. Vi mostro la sofferenza vera”
Milano – “Male di Miele” diretto da Marco Pozzi, un lungometraggio sull’anoressia, grave malattia che il regista vuol far conoscere al grande pubblico.
Le riprese dureranno per tutto il 2009 e vedono come protagonisti gli adolescenti: 3 ragazzi e 3 ragazze che dimostrano 16 anni e sono rigorosamente non-attori.Pozzi, che si è avvalso della collaborazione dell’Associazione per l’Anoressia e la Bulimia (Aba), ha spiegato ai nostri microfoni che il suo obiettivo è parlare dell’anoressia con intelligenza: “Non c’è, nel film, uno sguardo voyeuristico di dimagrimento e disfacimento del corpo, bensì un racconto del meccanismo mentale e psicologico che porta alla malattia”.


Il lungometraggio racconterà la storia di Sara, un’adolescente che vive in una famiglia medio-borghese e che a scuola è la più brava.
Improvvisamente, però, qualcosa si incrina. Prima una dieta ferrea, poi il rifiuto del cibo e, infine, l’anoressia. Ma il meccanismo del digiuno ben presto le sfugge di mano sottomettendo pensieri, sogni ed emozioni al suo dominio.
“Male di Miele è un film che si fa anche ipertesto digitale, cartaceo, audiovisivo. – asserisce Pozzi – È un progetto artistico più ampio che nasce per promuovere l’incontro di arti visive diverse chiamate ad esprimersi sul tema e sulla percezione del corpo, un progetto di comunicazione cross-mediale su anoressia e bulimia in età adolescenziale”.
Analisi Auditel – Il Medico in famiglia 6 regala una vittoria netta a RaiUno con un picco del 40% fra i giovani
Dieci punti dieci di distacco, ecco il gap che mette in campo la curva blu di RaiUno rispetto alla curva rivale, quella arancione di Canale5 che ieri viaggiava sotto la linea del 15% contro un lineare 25% della linea blu di “Un medico in famiglia” in prime time fino al picco del 29% a chiusura di puntata. Un successo quindi rotondo senza ombra di dubbio per la celebre fiction di Publispei giunta alla sua sesta edizione. Da notare come la curva de “Il falco e la colomba” faccia fatica a tenere testa alla curva verde di “Ballarò” anch’essa appena sotto al 15%. In seconda serata botto della curva azzurra delle “Iene” che vola attorno alle undici e mezza fin verso il 24%.
Molto interessante per “Un medico in famiglia” il grafico relativo ai giovani fra i 4 ed i 24 anni. Possiamo notare, caso più unico che raro, svettare nettamente al primo posto la curva blu di RaiUno che viaggia fra il 30 ed il 35% con un fantastico 40% a fine puntata, numeri davvero importanti per una rete come la prima, alla disperata ricerca di pubblico giovane. Al secondo posto si piazza la curva azzurra di Italia1 che con le “Iene” viaggia fra il 15 ed il 18% in prime time per poi sfondare il 30% in seconda serata a “Medico” terminato.
Buon risultato per la fiction di RaiUno anche nel target pregiato, dove vediamo la curva blu viaggiare fra il 15 ed il 20% con picco vincente attorno al 24% sul finale di puntata. In questo target molto bene la curva azzurra delle “Iene” e quella nera del satellite attorno al 20%.

Don Matteo, in onda su Raiuno…
Il primo dei due episodi di «Don Matteo», in onda su Raiuno,vince la serata , è stato visto da 6.695.000 spettatori, pari al 23.74%. Il secondo ha ottenuto una media di 5.782.000 spettatori (24.47%). La fiction con Terence Hill ha superato la quarta puntata di «Annozero» (Raidue), vista da 5.265.000 spettatori (21.33%).
Don Matteo vince la serata, oltre cinque milioni per Annozero.
Nella foto il piccolo Andrea Pittorino con Terence Hill


La prima puntata di «Don Matteo 7» è stata vista da 6.478.000 spettatori (27.51%) nel primo episodio, 5.298.000 (26.74%) nel secondo. La fiction di Raiuno ha inflitto un duro distacco al primo degli speciali di Canale 5 dedicati ai comici di Zelig, «Brignano con la O, parte prima», visto da 3.686.000 spettatori, pari al 17.50% di share.
Il piccolo Andrea Pittorino, rappresentato dall’Agenzia Studio Emme di sergio Martinelli.
Christine – Cristina, di Stefania Sandrelli
19 ottobre – Festival Internazionale del Film di Roma
Fuori concorso. Il primo film da regista di Stefania Sandrelli che vede per protagonista Amanda Sandrelli
Pochi conoscono il nome di Cristina da Pizzano. Eppure Cristina è stata una figura esemplare nella storia della letteratura. Italiana, vissuta in Francia nel momento del passaggio dalla notte del Medioevo all’alba dell’Umanesimo, fu la prima donna a vivere soltanto grazie alla propria penna, cioè scrivendo e pubblicando opere poetiche. Poeti si nasce o si diventa? Nel caso di Cristina fu precisamente una conquista. Ed è proprio la storia di questa conquista avventurosa che il film vuole raccontare.
Nella foto Amanda Sandrelli con i fratelli Nicholas e Naomi Marzullo rappresentati dallo Studio Emme di Sergio Martinelli


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“The Silence of the Park”, Ekaterina Kniazeva – Studio Emme

Prima edizione “MovieClub”- Film Festival
Palestrina (RM) 24 / 27 settembre 2009
Premio Etica Solar per il miglior cortometraggio sull’ambiente.
A Ekaterina Kniazeva autrice del testo e delle musiche del cortometraggio “The Silence of the Park”
Menzione speciale
Un documentario in cui è rappresentata l’incantevole natura, plasmata dall’uomo, delle più estese aree protette della Regione Abruzzo, in particolare il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Parco Nazionale della Maiella, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, il Parco Regionale Sirente-Velino.
Il tema sonoro che guida il cortometraggio è una poesia in lingua inglese scritta da Ekaterina Kniazeva, l’autrice delle musiche che sublimano la superiorità. dell’incantevole fotografia.

Flavia Roberto ( a sinistra) interpreta il ruolo di Clod , rappresentata da Sergio Martinelli, accanto Veronica Oliver e Beatrice Flamini.